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domenica 7 novembre 2010

Torta Autunno

Questa torta al caramello di melagrana e fette di mele cotogne, celebra l'autunno.
Ovviamente ci sono molti modi per celebrare una stagione. Una poesia, un racconto, una festa. Qui si fa con un dolce, del colore delle foglie che seccano d'autunno, quel rosso scuro che vien voglia d'indossarlo, per mettere allegria e contrastare il brutto tempo, che poi sta diventando sempre più brutto ma per colpa nostra.

Per la base
- Succo di una grossa melagrana,
- tre mele cotogne, sbucciate e tagliate a fettine,
- tre cucchiai di zucchero.

Per l'impasto:
- 100 grammi di burro ammorbidito a temperatura ambiente,
- 80 grammi di zucchero semolato,
- due uova intere,
- una presa di sale,
- un cucchiaino raso di cannella,
- 200 grammi di farina,
- una bustina di lievito per torte,
- latte q.b.

Preparate la base nel seguente modo:
Prendete la teglia che intendete usare per la cottura della torta, io consiglio da 25 cm. di diametro, versatevi i tre cucchiai di zucchero e il succo ottenuto dalla spremitura dai chicchi di una grossa melagrana, passati nel passaverdure. Sciogliete lo zucchero e mettete nel fornello, fate addensare fin quando no diventa un caramello, fatelo aderire alle pareti della teglia. Depositate nel fondo i pezzetti di melacotogna, reimpite bene come in un mosaico.

Preparate l'impasto nel seguente modo:
Nell'impastatrice con il braccio per le torte lavorare il burro freddo e morbido, aggiungere lo zucchero, la presa di sale, la cannella. Mischiare il lievito alla farina e setacciare. Quando l'impasto è morbido unire le uova intere e la farina, alternandoli. Sempre con il braccio in azione aggiungere il latte fino ad ottenere un impasto morbido, ma non troppo liquido. Versatelo nella teglia sulle mele e livellate. Infornate a 180° per tre quarti d'ora circa. Quando ha assunto un bel colore dorato è pronta.

A me l'autunno piace, il suo senso di morbida dolcezza che ci avvolge. Il suo abbraccio ancora tiepido che ci trattiene prima di lasciarci andare al rigido inverno.

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giovedì 29 aprile 2010

Le torte più belle del web: Fantasticakes di Cécile

Ne ho già parlato qui  ma oggi voglio proporre anche ai lettori di questo mio piccolo spazio dedicato alle mie piccole alchemiche sperimentazioni quotidiane di cucina, queste meravigliose creazioni.
Certamente c'è qualcosa di magico e fiabesco nelle torte preparate da Cécile, della vasta scelta ne propongo tre tratte dal suo album di torte per gli adulti. Le sue fantastcakes sono le più belle del web secondo me.
Le altre le potete vedere qui nel suo album su flickr e troverete anche notizie sulle mani che producono queste meraviglie.
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mercoledì 30 dicembre 2009

Torta di ricotta ricca di fine anno

A conclusione di questo 2009, mi piace salutare i lettori del mio piccolo spazio culinario, fatto di sperimentazioni e rivisitazioni all'insegna della tradizione ma anche del cibo stagionale, con una ricetta della torta di ricotta che per l'occasione del fine anno si è vestita a festa indossando ingredienti preziosi quali il miele millefiori, il cioccolato fondente extra in scaglie, l'uva passita, le noci california, i canditi il tutto incipriato dalla profumata cannella.
Ne è venuto fuori un dolce ricco e passionale, tale da meritare di stare nella tavola di fine anno.

Predisponete:
- 300 grammi di ricotta pecorina freschissima,
- 150 grammi di miele millefiori,
- 300 grammi di farina,
- 120 grammi di burro fuso e freddo,
- 3 uova intere,
- tre cucchiai di uva passita preventivamente messa in amollo,
- due cucchiai di scaglie di cioccolato fondente di alta qualità,
- tre o più cucchiai di noci california in pezzi,
- due cucchiai di canditi misti,
- un cucchaino raso (anche meno a seconda dei gusti) di cannella in polvere,
- una bustina di lievito per torte.

Lavorate benissimo la ricotta e il miele o a mano o nell'impastatrice. Mischiate il lievito alla farina e versate alternando le tre uova intere, lavorate benissimo. Aggiungete l'uvetta, il cioccolato, le noci, i canditi e la cannella. A filo (cioè facendolo cadere lentamente) fate cadere il burro fuso e freddo sull'impasto che intanto continuerete a girare. Imburrate una teglia da 24/26 cm. di diametro, infarinate e versate il composto, infornate a 180° per cinquanta minuti circa.

Buon 2010 a tutti i lettori che sia un anno prospero in salute, ricchezza e serenità. Che i desideri di ciascuno si avverino così come auspicate.
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mercoledì 2 dicembre 2009

Crostata farcita alla crema di mandarancio

La crema di mandarancio presentata in questo post si presta alla farcitura di torte, specie quelle per i bambini, al quale da un delizioso sapore di frutta fresca o come nella versione "crostata farcita" sperimentata qualche giorno fa.
Per la crema seguite queste semplici istruzioni, per l'impasto potete realizzare il mio o un impasto per crostata che già conoscete.
Per l'impasto vi occorrono
- 400 grammi di farina,
- 200 grammi di zucchero,
- 100 grammi di burro,
- 100 grammi di olio di semi,
- due uova intere,
- buccia grattugiata di un limone,
- mezzo cucchiaino di bicarbonato,
- una presa di sale.
Tenete in anticipo il burro fuori dal frigo per farlo ammorbidire a temperatura ambiente. Mettete nell'impastatrice o sulla spianatoia tutta la farina, lo zucchero, il burro, l'olio, le uova intere, la buccia del limone grattugiato, il sale e il bicarbonato. Lavorate velocemente e mettete l'impasto a riposare per qualche tempo.
Bagnate della carta da forno e foderate una teglia di alluminio bassa del diametro di 26 cm. (si trovano in commercio usa e getta anche se io le riuso fino a che non si rompono). Dividete l'impasto in due, spianate fino a circa mezzo centimetro e anche più, la pasta frolla infarinandola bene perchè è leggermente appicciccosa e rivestite la teglia lasciando i bordi alti di pasta per la chiusura, bucherellate con una forchetta il fondo,  versate tutta la crema e ricorpite con la restante pasta spianata. Chiudere piegando i bordi e infornate a 180° per un ora circa. Il bicarbonato conferisce una leggera lievitazione, tale da renderla croccante e insieme morbida. Non si conserva a lungo pertanto se siete pochi in famiglia o dimezzate le dosi o vi inventate una scusa per invitare qualcuno!
Sapori di Stagione, quasi invernale...

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lunedì 2 novembre 2009

Ciambella alla crema di melagrana e limone

Non è tempo di arance o meglio di arance colte nei nostri giardini,  è possibile però sostituire il succo delle arance con il succo della melagrana, che se divisa a metà e passata nello spremiagrumi fornisce un quantitativo di succo rilevante. Già nella precedente ricetta ho sperimentato la crema latte e succo di melagrana di sapore gradevole pur se leggermente acidulo. La variante che propongo oggi, vedi la ciambella alla crema d'arancia, ha come sostituto del succo d'arancio con il succo di melagrana. In realtà la base di questa crema è il lemon curd famosa crema inglese.

Per la crema
il succo di due melagrane,
il succo di un limone,
un cucchiaino di amido di mais,
due uova intere,
30 grammi di burro.

Con la frusta sbattere le uova, l'amido di mais e il burro aggiungere il succo della melagrana e il succo di limone e sempre girando far cuocere a bagnomaria. Lasciare raffreddare una volta addensata.
Per l'impasto:
3 uova intere,
100 grammi di burro a temperatura ambiente,
100 grammi di olio di girasole, una bustina di vanillina,
180 grammi di zucchero,
100 ml di latte,
400 grammi di farina, una bustina di lievito per torte.
Sbattete benissimo lo zucchero con il burro morbido, aggiungete l'olio e continuate a lavorare finemente, aggiungete ad uno a uno le uova intere poi la vanillina. lavorate sempre finemente e aggiungete a poco a poco la farina, alternando il latte. Quando la farina è quasi al termine aggiungete il lievito e fate cadere a pioggia. Il composto deve risultare molto gonfio. Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella e distribuite mezzo impasto sul fondo, versate la crema, e distribuite sopra l'altra metà dell'impasto. Prendete una forchetta infilate fate un giro su se stessa per tutta la circonferenza dello stampo. Infornate a 180° per circa un ora.
Et voilà...




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domenica 21 giugno 2009

Torta alle mandorle

Questa torta appartiene alla tradizione, nella mia terra è la torta delle Prime Comunioni, delle Cresime e dei Battesimi. Riassaggiandola a distanza di tanto tempo, grazie all'amica Marina di Serramanna, mi si è affacciato alla mente un ricordo olfattivo nitido di questa torta semplice che veniva decorata con la glassa di zucchero, tanti piccoli fiorellini bianchi come un pizzo Sangallo e i pallini argentati.
Vi occorrono:


- 250 gr. di mandorle tritate finissime,
- 6 uova,
- 125 gr. di zucchero,
- 100 gr di fecola di patate,
- la buccia grattugiata di un limone,
- una bustina di lievito,
- un bicchierino di liquore.

Separate i bianchi dai rossi d'uovo e montateli a neve finissimamente aggiungendo prima un pizzico di sale. Mettete via i bianchi montati a neve. Tritate le mandorle nel mixer finche non saranno quasi polverizzate. Lavorate i rossi d'uovo con lo zucchero sempre finemente finchè lo zabaione non assumerà un colore chiarissimo. Aggiungete la bucia del limone, la fecola, le mandorle, il liquore, lavorate ancora e da ultimo setacciate il lievito.
A questo punto incorporate delicatamente i bianchi montati a neve con un gesto delicato. Io ho usato fino a questo punto l'impastatrice e l'incorporamento l'ho fatto a mano aiutandomi con una spatola morbida e girando delicatamente dentro la ciotola dall'altro verso il basso.


Imburrate e infarinate una teglia di medie dimensioni (oltre 20 cm di diametro). Infornate a 180° per circa cinquanta minuti, un ora.
Controllate prima di aprire, quando è pronta la torta si stacca da sola dai bordi ed ha un leggero colore dorato.


Io non l'ho glassata perchè la quantità di zucchero sarebbe diventata eccessiva per la nostra dieta. L'ho spolverata di zucchero a velo vanigliato. La glassa al limone esalta i lgusto delle mandorle. E' molto buona anche così... provare per credere!

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domenica 10 maggio 2009

Apple pie. Burro? No strutto!!

Sostengo sempre che la cucina creativa non è quella dei grandi cuochi, che utilizzando molteplici e sceltissimi ingredienti riescono a fare cose strabilianti. La cucina creativa era ed è quella povera dove per mancanza di ingredienti ci si arrangia e si riesce a tirare fuori cibi, non solo ottimi di sapore ma anche genuini. Apple pie è un torta americana che contiene un etto e mezzo di burro nella sfoglia. Se non hai un panetto di burro e oltre in frigo devi rinunciare alla sua preparazione? No perchè un ottimo sostituto del burro è lo strutto, che tra l'altro ha una resa migliore: a parità di quantità di farina ne basta la metà. Certo l'apple pie che presento oggi è una versione particolare, che forse è solo una lontana parente di quella americana, ma che nella sua semplicità contiene il suo fascino.
Vi occorrono:
400 gr circa di farina 00,
un cucchiaio abbondante di strutto,
4/5 grosse mele renette,
cannella in polvere,
biscotti secchi sbriciolati,
qualche cucchiaio di zucchero.
Impastate la farina con lo strutto e dell'acqua, fate un impasto mediamente morbido e mettete a riposare in un canovaccio.
Sbucciate le mele, taglilatele a pezzetti, mettetele in una grossa ciottola e conditele con qualche cucchio di zucchero e la cannella, rimestate con il cucchiaio.


Stendete la pasta con il matterello e rivestite una teglia bassa, di quelle per pizza con il bordo di circa 2,5 cm. precedentemente unta e infarinata. Mettete la sfoglia, bucherellate il fondo, versate i biscotti secchi sbriciolati e sopra tutte le mele,

coprite le mele con dell'altro zucchero (se vi piace dolce).
Stendete l'altra sfoglia e ricoprite le mele, chiudete i bordi intrecciando i due lembi di pasta.

Infornate in forno a 180° per circa un ora. E' cotta quando l'impasto esterno è dorato.
Tagliate a spicchi e serviteli spolverati di zucchero a velo vanigliato.

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domenica 8 marzo 2009

Ciambella alla crema d'arancia

Indecisa se uscire come faccio ogni domenica mattina alla fine ho deciso di festeggiare la festa della donna in cucina (qualcuno ironizzerà il posto dove devono stare le donne!!).
Invece no, la cucina è il tipico esempio di come non sia più luogo esclusivamente al femminile ma una delle cose che nella storia i maschi hanno tentato di prendersi. Un pò ci sono riusciti perchè nei grandi ristoranti gli chef sono perlopiù uomini. Anche se comunque c'è una controtendenza di donne che si stanno affermando come chef rinomati, ma come sempre la donna deve fare il doppio della fatica.
Io in cucina faccio poca fatica, perchè da donna che lavora mi sono attrezzata con una piccola impastatrice che mi permette di economizzare sia coi tempi che con l'energia fisica.
La preparazione del cibo è una di quelle attività, che prescindendo dalle questioni di genere, nasce da profonde inclinazioni legate al lato femminile delle persone, perchè implica il famoso "lavoro di cura" che è attenzione verso gli altri, premura, affetto. La preparazione di un cibo va oltre il gesto, come ho avuto modo di dire altre volte, è un esprimere materialmente un sentimento, sia verso le persone che lo mangiano che verso i materiali che si "manipolano".
Dedico questa ricetta a tutti coloro, sia uomini che donne, che amano pasticciare in cucina e concedersi attraverso la preparazione di buon cibo, per il corpo e per l'affettività: il sapere è il cibo per la mente, il mangiare è cibo per il cuore, c'è un legame forte fra il fare propri questi elementi.
Torta all'arancia
Ingredienti:
Per la crema: succo di due arance, succo di un limone, una noce di burro, un cucchiaio di farina o maizena (per addensare) 150 grammi di zucchero.
Prima di spremere le arance grattuggiate la buccia e mettetela da parte, poi spremete, raccogliete il succo e filtratelo. In una pentolina di acciaio fate fondere il burro, aggiungete lo zucchero mescolate bene, poi la farina o maizena infine aggingete il succo filtrato. Mettete a cuocere a fuoco lento fino a che non si addenserà mescolando sempre, otterrete una crema lucida di un bel colore arancione così, fatela raffreddare:

Ingredienti per l'impasto:
farina 400 grammi
zucchero 150 grammi
200 grammi di burro
3 uova intere
buccia grattugiata di un arancio
latte
una bustina di lievito
Nell'impastatrice o in un insalatiere mettete il burro ammorbidito e impastate bene con lo zucchero, aggiungete la buccia grattugiata dell'arancia, e alternate poi la farina, le uova e il latte da ultimo aggiungete il lievito che avrete setacciato e mischiato alla farina.

Imburrate e infarinate uno stampo per ciambella versate metà dell'impasto, livellate e versate la crema preparata prima, versate la metà dell'impasto rimasto, passate a spirale con una forchetta tra gli strati di crema e pasta. Infornate a 180° per un ora abbondante.

Per la decorazione potete: fare una glassa e poi decorare con polpa di arancio spellata al vivo, altrimenti fare come ho fatto io spolverare con zucchero alla vaniglia:

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