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domenica 14 aprile 2013

Antipasto di asparagi e speck

Sfiziosissimo per il gusto e da assaporare già con gli occhi, per via della forma e del colore, questo antipasto primaverile di asparagi e speck completato, secondo il più classico dei matrimoni, dall'uovo in camicia.
 Occorrente:
- asparagi selvatici
- a seconda dei gusti cipollotto o erba cipollina
- olio d'oliva
- sale
- listarelle sottilissime di speck
- un uovo a persona
- acqua
- aceto

Spezzettare gli asparagi utilizzando solo le parti più tenere, metterne a rosolare con pochissimo olio d'oliva e il cipollotto tritato finemente, far cuocere a fiamma viva facendo rissorbire tutta l'acqua di vegetazione, evitando che gli asparagi si disfino e salare.
In una padella antiaderente far rosolare lo speck, praticamente senz'olio, nel suo stesso grasso. Predisporre sui piatti gli asparagi e le listarelle di speck. Mettere a bollire dell'acqua aggiungere qualche cucchiaio di aceto, quando i moti convettivi sono evidenti aprire l'uovo, una volta che il bianco si sarà rappreso sollevarlo con la schiumarola e deporlo sugli asparagi. Ripetere l'operazione per ogni piatto.
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venerdì 24 dicembre 2010

Menù Di Natale

Vi lascio gli auguri più caldi e teneri, qualsiasi sia il vostro credo, la vostra origine, la vostra condizione.

Menù di Natale
Antipasti
Bottarga di muggine e sedano in insalata
Acciughe sott'olio
Carciofi crudi a listarelle olio evo e pepe
Insalata di polpo
Cozze al sapore di montagna
Salsiccia sarda secca
Salame piccante
Cardi sott'olio
Olive in salamoia
Tartine al salmone
Tartine al caviale

Pane
Civraxiu di Sanluri e pane carasatu

Primo
Fregola sarda fine con gamberi, seppie e pancetta

Secondo
Treccia di agnello da latte arrosto, lardellata

Verdure
Ravanelli e cruditès

Formaggi
Pecorino fiore sardo, pecorino dop stagionato e semistagionato con miele millefiori e marmellata di fichi

Frutta
Mandaranci di Villacidro

Dolci
Amaretti di Sanluri

Vini
Fùili cantine di Dorgali, Terre rare (Carignano del Sulcis), Nepente di Oliena (Cannonau)

Spumanti
Moscato Dolce Piero Mancini di Olbia, Franciacorta Castelfaglia Brut

Liquori
Mirto Zedda Piras, Abbardente e Baileys
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giovedì 29 aprile 2010

Le torte più belle del web: Fantasticakes di Cécile

Ne ho già parlato qui  ma oggi voglio proporre anche ai lettori di questo mio piccolo spazio dedicato alle mie piccole alchemiche sperimentazioni quotidiane di cucina, queste meravigliose creazioni.
Certamente c'è qualcosa di magico e fiabesco nelle torte preparate da Cécile, della vasta scelta ne propongo tre tratte dal suo album di torte per gli adulti. Le sue fantastcakes sono le più belle del web secondo me.
Le altre le potete vedere qui nel suo album su flickr e troverete anche notizie sulle mani che producono queste meraviglie.
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domenica 29 novembre 2009

Crema di mandaranci

Il baratto esiste ancora lo sapevate? Sebbene non in forma di mercato è uno scambio privato di doni. Quando ciò che si produce in proprio è tanto allora si distribuisce fra le persone che gradiscono. Così accade ogni anno per le nostre melecotogne, che doniamo volentieri a chi ne apprezza il sapore, giacchè in realtà non piacciono quasi più a nessuno. Ne riceviamo in cambio altre buste di frutta: i mandaranci che gia da qualche tempo sono apparsi nei mercati. E come sono abituata a fare con le cose di stagione, siccome mi piace adeguarmi ai ritmi stagionali, ci ho fatto questa crema tipo curd da me rielaborata:
Vi occorrono 12 mandaranci spremuti e:
- un cucchiaio di maizena
- un uovo intero
- un noce di burro
- due cucchiai di zucchero.
In una casseruola di acciaio mettere la maizena e l'uovo e miscelate bene, aggiungere lo zucchero la noce di burro e tutto il succo del mandarino senza filtrare.
Mettere la casseruola a bagnomaria e far addensare mescolando spesso.
Leggermente asprigna e dolce ottima per la farcitutura di torte così come è, o di torte da farcire e infornare ma questo è argomento della prossima ricetta ...


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lunedì 5 ottobre 2009

La preparazione della Sapa (ricetta originale)

Mi piace curiosare nel web per scoprire se le cose che faccio sono segnalate da altri, anche perchè mi pare inutile scrivere cose che esistono già. Ci sono informazioni di cui è difficile capire la provenienza, a volte non capisci se qualcuno ha  fatto un invenzione propria o se al contrario propugna quanto scrive come frutto di una tradizione. La Sapa è uno di questi argomenti. Si trovano diverse varianti della ricetta, compresa una cui occorre aggiungere alla preparazione lo zucchero. Ma andiamo con ordine.
La sapa si ottiene facendo bollire il mosto di uva nera appena ricavato dopo aver passato l'uva nella pigiatrice. Si mette in una pentola d'acciaio e si fa bollire a lungo, molto a lungo, anche dieci ore. Durante la cottura vannno aggiunti dei pezzi di mela (per via della pectina) che favorisce l'addensarsi,  pezzi di buccia secca di arancia per profumare. E null'altro.
Da cinque litri di mosto si ottiene al massimo tre quanrti o un litro di liquido scuro di un sapore dolce e speziato. Si usa nelle preparazioni del "pane di sapa" per Ognissanti e per le feste maggiori. Un pane a lenta lievitazione con mandorle, uva passita e spezie,  la cui ricetta orginale prevede più lievitazioni che si protraggono quasi una settimana. Si usa poi nella preparazione dei "papassini" per Ognissanti.
Il mosto così bollito dura anche per cinque anni, è molto zuccherino e lo zucchero come si sa è un ottimo conservante. Ecco perchè non è verosimile almeno nella nostra isola una preparazione che prevede aggiunta di zucchero. Di solito a queste cose i nostri avi stavano attenti e occorre ribadire che avevano anche poche materie prime. La Sapa si faceva anche dai Fichidindia, ma è un procedimento che non conosco e sul quale dovrei informarmi.

La nostra era un cucina povera, anche nelle tavole più abbienti i cibi erano piuttosto essenziali e poco piccanti. Ma non meno saporiti.
In un prossimo post la ricetta del "pane di sapa".
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