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domenica 14 aprile 2013

Antipasto di asparagi e speck

Sfiziosissimo per il gusto e da assaporare già con gli occhi, per via della forma e del colore, questo antipasto primaverile di asparagi e speck completato, secondo il più classico dei matrimoni, dall'uovo in camicia.
 Occorrente:
- asparagi selvatici
- a seconda dei gusti cipollotto o erba cipollina
- olio d'oliva
- sale
- listarelle sottilissime di speck
- un uovo a persona
- acqua
- aceto

Spezzettare gli asparagi utilizzando solo le parti più tenere, metterne a rosolare con pochissimo olio d'oliva e il cipollotto tritato finemente, far cuocere a fiamma viva facendo rissorbire tutta l'acqua di vegetazione, evitando che gli asparagi si disfino e salare.
In una padella antiaderente far rosolare lo speck, praticamente senz'olio, nel suo stesso grasso. Predisporre sui piatti gli asparagi e le listarelle di speck. Mettere a bollire dell'acqua aggiungere qualche cucchiaio di aceto, quando i moti convettivi sono evidenti aprire l'uovo, una volta che il bianco si sarà rappreso sollevarlo con la schiumarola e deporlo sugli asparagi. Ripetere l'operazione per ogni piatto.
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mercoledì 3 agosto 2011

Pizzette di Melanzane

Ancora un'idea per un buon secondo di verdure o un antipasto se preferite. Qui le verdure in questo periodo dell'anno costano pochissimo, merito anche dei produttori a livello familiare che vendono nei cortili delle case o al mercato. Le melanzane più consumate sono quelle viola. 
Di aspetto lucido sono sicuramente freschissime quando il colore è molto vivace, la buccia lucidissima e tesa, se il colore è opaco e il bianco ha preso dominanza ho imparato con il tempo che sono vecchie e che si sono formati i semi. 
Le melanzane qui si preparano nei modi classici: fritte, alla parmigiana o al funghetto, io le preparo anche al forno come delle piccole pizzette e le servo come secondo accompagnate da una fetta di prosciutto o del pecorino sardo di produzione artigianale. 
- Quattro belle melanzane viola,
- aglio e prezzemolo tritati,
- capperi tritati,
- acciughe sminuzzate,
- pomodoro secco sminuzzato,
- sale,
- olio d'oliva
- mozzarella per pizza a cubetti.

Pulite le melanzane, lavatele bene e dividetele a metà per il lungo, cospargete con il sale e lasciate che perdano un po' di acqua di vegetazione. Intanto preparate gli altri ingredienti. Asciugate le melanzane dell'acqua persa e incidetele al centro praticando dei tagli longitudinalmente e trasversalemente nella polpa. Mettete sopra aglio e prezzemolo tritati, le acciughe, il pomodoro secco sminuzzati e i capperi tritati, abbondante olio d'oliva avendo cura di farlo entrare nei tagli  e mettete in forno a 180° fino a che pungendo con una forchetta vi accorgete che sono morbide quasi cremose, a quel punto mettete su ognuna la mozzarella cubetti e riponete in forno. Servite ancora calde.
Se ve ne avanzano recuperate l'olio di cottura e riscaldatele in una padella aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua nel fondo, sono perfino migliori che appena sfornate!!


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giovedì 28 luglio 2011

Pomodori Ripieni Gratinati

Questo è il periodo delle verdure dell'orto e non mancano i pomodori di campo. sono talmente abbondanti che è uso distruibuirne a parenti e amici. Quando sono ancora poco maturi li uso come ho descritto qui, gli altri li uso per il sugo da fare al volo, altri ancora come propongo oggi, per un sostanzioso antipasto o come controno per un secondo piatto anche di pesce.
Occorrono: 
- pomodori ben maturi,
- pangrattato,
- olio d'oliva,
- sale,
- capperi,
- filetti di acciughe,
- aglio tritato,
- prezzemolo tritato.

Lavate benissimo i pomodori, tagliate la parte superiore dove è attaccato il picciolo, scavate l'interno e recuperate la polpa, aiutatevi con un cucchiaino. Recuperate la polpa, riducetela in piccolissimi pezzi, salatela e  mettetela dentro un colino a perdere l'acqua. 
Salate l'interno dei pomodori, capovolgeteli e fate perdere l'acqua. In una terrina disponte il trito di prezzemolo e aglio, aggiungete i capperi e i filetti di acciughe tagliuzzati, il pangrattato, abbondante olio d'oliva, il sale e mescolate bene l'impasto. Ora  aggiungete al vostro impasto la polpa di pomodoro sminuzzata e priva ormai dell'acqua, mescolate bene e riempite i pomodori senza esagerare. Mettete in forno a 180° per tre quarti d'ora, un ora al massimo. Sono pronti quando la superficie è ben gonfia e dorata. Servite tiepidi. 

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martedì 5 ottobre 2010

Pai N'dorau: Pane Dorato Le Ricette Di Un Tempo

In sardo Su pai n'dorau significa letteralmente pane dorato. La definizione si riferisce al colore dorato che assume il pane raffermo, bagnato nell'uovo sbattuto con del sale e fritto. Ma non è di questo che voglio scrivere perchè la ricetta più o meno la conosciamo tutti.
Ogni infanzia ha i suoi sapori, ed è ai cibi che si legano a volte i ricordi.

Allora non avevamo più di sei o sette anni. Ed era sempre la solita storia. Verso il pomeriggio inoltrato, mia mamma con quella sua bella voce scintillante e chiara, ci invitava ad andare a trovare i nonni. Essendo io e mio fratello i più grandi, con undici mesi di differenza tra me e lui (io più grande) e gli altri due erano così piccini da essere esonerati, ci toccava incamminarci e andare a trovare i nonni.
Non che ci piacesse, avevano una casa piuttosto buia in cima ad una salita e quando arrivavi non ti mettevi a giocare e fare ciò che volevi, erano severi, all'antica. Ma erano affettuosi. Ci facevano accomodare negli scanni piccini, quelli per i bambini. Erano visite di cortesia. Non come coi nonni di oggi che i bambini trattano da pari. Allora ti accomodavi e stavi ben composto ed educato.
Non erano dei grandi chiaccheroni. Solite domande di rito, come state, cosa avete fatto a scuola, mamma cosa sta facendo. E mio nonno, quello che poi è vissuto più a lungo, perchè lei morì di li a qualche anno, preparava la merenda. Faceva tutto lui anche la spesa, da ex muratore nella casa non c'era mai un chiodo fuoriposto e sempre qualche lavoro in corso.
Durò fino a tardi così, fino a poco prima dei suoi novantatre anni: piccoli lavori di manuntenzione, le regolari imbiancature, la collezione di francobolli, le letture con la lente d'ingrandimento, i dischi nel vecchio giradischi, le girate con il motorino a far compere, anche quando c'era da comprare per uno solo e seduto dritto come pochi uomini sanno fare, guardava solo davanti a se e pensavi che era un pericolo pubblico autentico lasciarlo andare in giro con il garelli a ottantanni  suonati da parecchio.
Cucinava anche, in una cucina in muratura all'antica, con gli sportellini di metallo sul davanti, prima ci si infilavano le braci e si cucinava sopra . Poi con l'avvento delle cucine a gas, quelle in ferro smaltato a tre fornelli, ne acquistarono una e cucinavano li. Li preparava il pane indorau, la nostra merenda e noi si mangiava contenti davanti al grande camino.
E dopo qualche giorno si tornava.

(Sono andata a ricordo, forse alcune cose non sono del tutto esatte, come il funzionamento della cucina antica)
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sabato 7 agosto 2010

Crostini Piccanti Pomodoro

In questo periodo ci sono i pomodori di campo, dalle nostre parti si trovano soprattutto  nelle piccole botteghe familiari.
E molte famiglie ancora usano fare un piccolo orto estivo per le necessità di casa e quando il raccolto è troppo allestiscono una botteguccia sulla porta di casa. Abitudine che non è possibile avere in città per  ben noti motivi e che fanno del paese per questo aspetto (e molti altri) un vivere più a misura d'uomo nonostante la mancanza di altri servizi.
Poter comprare le verdure fresche dal garage improvvisato a bottega è uno di quei piaceri irrinunciabili della vita soprattutto se li hai conosciuti fin dall'infanzia perchè è lì che la mamma ti mandava ad acquistare, un minuto prima di mettersi ai fornelli, i pomodori, le melanzane, le zucchine ... e potevi stare certo della freschezza e genuinità.

- due grossi pomodori di campo ben maturi
- aglio tritato finissimo
- sale
- peperoncino tritato
- basilico fresco a listarelle sottilissime
- origano
- olio extravergine di oliva
- quattro fette di pane abbrustolito di medio spessore

Con un coltello affilato sbucciate i pomodori, privateli dei semi e tagliate a cubettini piccoli. Metteteli a scolare in un colabrodo salate poco e  lasciate riposare. In questo modo avrete fatto perdere l'acqua. Dividete in due porzioni il pomodoro  e aggiungete in entrambe l'aglio tritato, il peperoncino tritato, il sale poi in  una il basilico e nell'altra l'origano. Venti minuti prima di mangiare abbrustolite il pane nel grill da entrambe le parti e cospargete su un lato delle fette i due composti. Disponete su un piatto di portata, versate sopra l'olio a filo e salate ancora (poco).
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venerdì 16 aprile 2010

Frittata di primavera con asparagi e prosciutto crudo

Ultimi asparagi per una frittata primaverile, semplice e fresca come solo la primavera sa essere.
Vi occorrono degli asparagi, preparati alla solita maniera: privati delle parti dure e fatti cuocere nella loro acqua, senza lessarli. Otterete un fresco antipasto o un secondo da accompagnare con verdura fresca.

Vi occorre:
- 6 cucchiai di asparagi già cotti,
- cipolla tritata,
- 3 fette prosciutto crudo di qualità, tagliato a listarelle,
- olio evo
- due o tre uova intere,
- poco sale.

Fate rosolare velocemente gli asparagi (già cotti) in un cucchiaio d'olio evo e la cipolla già appassita. Riponete da parte gli asparagi, nella stessa padella mettete mezzo cucchiaio d'olio evo e fatevi rosolare il prosciutto tagliato a listarelle. In una terrina mettete le uova intere sbattetele con poco sale e aggiungete gli asparagi e il prosciutto. Versate il composto in una padella con pochissimo olio evo ben scaldato. Fate cuocere da entrambe le parti e portate in tavola la primavera:

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lunedì 15 febbraio 2010

Asparagi in salsa di acciughe

E' tempo di asparagi selvatici, e per chi ama andare per campi, una bella passeggiata può trasformarsi in un gustoso piatto.
Vi presento oggi  una raffinatissima e semplice ricetta con gli asparagi, letta in una rivista di informazione della Sardegna Il minuto.
Presento la stessa ricetta con  delle leggere modifiche, che esaltano ulteriormente la ricetta orgininale, perchè conserva una maggiore quantità di vitamine e di sapore, sempre che amiate il sapore deciso degli asparagi selvatici.

Vi occorrono
- asparagi selvatici,
- alcuni filetti di acciughe,
- olio e.v.o.
- un cucchiaio di succo di limone.

Qualche ora prima preparate una salsina con un cucchiaio di olio, uno di limone e le acciughe tritate. Fate riposare. Mondate gli asparagi dalla parte dura avvolgeteli in foglie di sfodelo o carta alluminio e fate cuocere al cartoccio. Io li ho messi sulla graticola avvolti nell'alluminio, sulle braci vive per 10 minuti. Se usate il grill elettrico regolatevi, semmai controllate il cartoccio e richiudete. Una volta cotti cospargete con la salsina e servite caldissimi.
Nella versione originale gli asparagi venivano lessati. Io propendo per la cottura al cartocci,  salvaguardando maggiormente il gusto, il contenuto vitaminico e di sali minerali, meglio lessare invece se volete un gusto più delicato.
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sabato 3 ottobre 2009

Brutti ma buoni: frittata al prosciutto di parma

Piatto non bello da vedere, ma di gusto sublime nella sua semplicità. E' proprio vero che le cose semplici, le cose di ogni giorno alla fine sono quelle più rassicuranti, un porto sicuro dove tornare anche in caso di viaggi nel gusto insolito della modernità. Inutile ribadire che si tratta di un piatto economico alla portata di tutti.
Prendete:
- olio e.v.o.
- cipolla biologica,
- fettine di prosciutto di parma o di san daniele tagliate a listarelle,
- un uovo a persona,
- latte fresco,
- parmigiano,
- sale,
- pepe (opzionale).

Fate soffriggere la cipolla nell'olio fino farla dorare, in un piatto sbattete appena le uova in maniera da non creare un composto unico, ma che si distingua ancora il bianco dal rosso, aggiungete il prosciutto, il sale (poco), il pepe, il latte ed il parmigiano. Versate sulle cipolle bollenti, fate addensare e dorare. Girate la frittata che inevitabilmente si romperà, fate cuocere i pezzi dall'altra parte. Servite calda.
Et voilà

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lunedì 13 aprile 2009

Asparagi con le uova

Tanta pioggia e ancora poco sole significa tanti asparagi selvatici. Gli asparagi vivono la loro esaltazione di gusto cucinati con le uova. Se ancora ne avete raccolto, ed oramai la raccolta è quasi chiusa, puliteli cimando la parte più tenera, lavateli velocemente sotto acqua corrente e cucinateli così con la loro acqua o al massimo aggiungendone un goccino. Gli asparagi non vanno lessati, come erroneneamente si crede, si perderebbe il prezioso contenuto di vitamine e sali minerali. Si cucinano nella loro acqua, fino a che questa non si ritira, così sono pronti sia per essere congelati che per essere cucinati nei diversi modi, nelle lasagne come già abbiamo visto o come illustriamo oggi.


Ingredienti:
Asparagi selvatici,
cipollotto,
olio extravergine di oliva,
uova,sale q.b.

In un padellino mettere tre cucchiai d'olio e alcune rondelle di cipollotto fate scaldare e rosolate appena, aggiungere gli asparagi girate finche non sono abbastanza caldi, versate l'uovo e mantecate subito, regolate di sale e spegnete, senza far asciugare troppo.

Il nostro antipasto o contorno è pronto: potete infatti scegliere di servirlo ad inizio pasto e due cucchiai a persona bastano, oppure in porzione più abbondante come contorno, in questo caso calcolate mezzo uovo a persona.
Altrimenti dopo un primo pasto di pasta è ottimo come secondo se calcolate un uovo a testa.

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Carciofi alla diavola

Questo piatto, ha una storia. Un viaggio a Genova a Natale del 1986, io e mio marito appena sposini, a casa di amici. Nessuna delle due coppie aveva figli, girammo in lungo e in largo Genova, il suo entroterra e buona parte della costa comprese Le cinque Terre.
Il bello era andare a far la spesa e cucinare tutti assieme, ed è a casa loro, un appartamento al primo piano nella zona di Pegli, con un piccolo ma curato giardino, che ho conosciuto la torta pasqualina e questi carciofi.
Ci vuole solo la pazienza per pulirli, poi il resto è solo cottura. Scegliete carciofi non di primo taglio, che costano meno, ma badate che non stia per spuntare il fiore, il carciofo si riconosce se è vecchio perchè tende ad assumere un aspetto ciccione nella parte più larga, ed è di colore più chiaro. Il carciofo più giovane, anche se non di primo taglio è bello verde, sodo e longilineo.
Per 4 persone:
8 carciofi con le spine,
5 spicchi d'aglio,
abbondante prezzemolo tritato grossolanamente,
olio extravergine di oliva,
sale.

Pulite i carciofi levando la parte esterna dei gambi, levate le foglie esterne e tagliate una parte abbondante delle foglie, scavate al centro ricavando un buco.
I gambi fateli a tocchetti e seminateli fra i carciofi posati sulla teglia, mettete nel buco al centro del carciofo mezzo spicchio d'aglio, mezzo cucchiano diprezzemolo tritato e sale. Ripetete l'operazione per tutti carciofi. Fate cadere a filo l'olio su ogni carciofo.
Infornate per un ora e mezza almeno, nel forno a duecento gradi. Devono assumere un aspetto dorato.

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